sabato 10 luglio 2010

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IL PESTIFERO CORNIZZOLO

Si sa, i brianzoli non scherzano, non sono spacconi : di poche parole e parchi anche nell'esprimersi e nel manifestare entusiasmi. Cosi' leggendo il mitico Passi e Valli in Bicicletta, Lombardia, scopro che la salita a Valcava viene accreditata di un misero 4- in una scala da 1 a 5. Me la ricordo ancora la Valcava con le sue rampe impietose a oltre il 14%. Roba da mettere il piede a terra senza poi pero' riuscire a ripartire. Quindi non c'e' da stupirsi se e' con una certa inquietudine che mi avvicino insieme al randonneur Annibale ad una salita che lo stesso libro definisce "pestifera" e "con atroci strappi fino al 18% " premiandola con un bel 5-.

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Ma la sfida e' la sfida e quindi proprio leggere quei commenti mi ha spinto a provarci. Per di piu' la salita promette di essere superpanoramica, terminando in una sorta di terrazza sulla brianza a oltre 1100 metri. Roba da vedere Milano.

Purtroppo oggi la giornata non e' ideale : il cielo e' lattiginoso e una foschia afosa avvolge i colli brianzoli. Siamo partiti presto proprio per evitare il gran caldo , abbiamo lasciato la macchina a Casatenovo e , dopo esserci smarriti e ritrovati nella fase di avvicinamento, arriviamo al lago di Pusiano verso le 9.

P1000378.JPGPusiano

Da qui parte la agevole salita che ci porta ad Eupilio, sulle coste del lago di Segrino. Una salita che serve a "scaldare la gamba" (come se ce ne fosse bisogno con poco meno di 30 gradi..). Gamba che viene messa a dura prova non appena ad Eupilio si svolta a sinistra seguendo l'indicazione Cornizzolo. La strada ci fa subito capire che non si scherza. Le rampe anche dentro il paese sono davvero dure : ad occhio direi circa 13-14%. Ma la strada e' larga e ombreggiata e dopo poco spiana un pochettino.

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Io e Annibale ci guardiamo un po' basiti : siamo a 350 m di quota e dobbiamo arrivare oltre i 1100, se continua cosi' allora e' davvero durissima! Invece non continua cosi'.

Continua peggio.

Il fondo si fa irregolare, rovinato e ghiaioso. In compenso la pendenza aumenta ad ogni curva. Anche i tornanti non danno tregua, ormai la catena non scende dal 27 MAI (e davanti c'e' il 34). Salgo come al solito da seduto. Pedalare fuorisella non mi si addice, mi affatico un sacco e non recupero. Vengo superato da un tizio che invece sale in un fuorisella ingobbito e ringhiante.

Quando le pendenze sono cosi' dure il concetto di sorpasso va adeguato. Cioe' : la parola sorpasso porta con se' l'idea di velocita' : "vroooom...." "swoooosh...." aria che si smuove e avversario che scompare in lontananza. Invece in questo caso il sorpasso e' una sorta di lungo, agonico affiancamento. Una specie di accoppiamento ansante e sbuffante.....che dura tanto. Tantissimo! Insomma qui la gara non e' a chi va piu' veloce ma a chi va meno lento.

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Annibale "Rando-man"

Pero' il tizio alla fine mi sorpassa e , anche se lo vedo li' a pochi metri davanti a me, so bene che in queste salite i pochi metri possono presto voler dire molti minuti. 'Sta storia del sorpasso nel frattempo mi serve per distrarmi e non pensare a quanto sto faticando. Il cuore e' costantemente molto alto e questo pedalare seduto a bassa frequenza accumula acido nei muscoli delle gambe.

Poi all'improvviso, dopo un breve svicolare in mezzo a castagni e ad un paio di malghe vedo ricomparire il tizio fermo di fronte ad una sbarra. E' la sbarra che controlla l'accesso alle auto nella seconda parte della salita. Mi fermo anch'io per aggirarla e sento che il tizio chiede ad un signore che scendeva dal bosco "ma la strada piu' su e' tutta cosi'?" "lui gli fa "anche un po' peggio!" e il tizio " allora io mi fermo qui altrimenti sai che problemi a scendere poi!" Io penso fra me e me che invece mi preoccupano di piu' i problemi che avro' non a scendere ma a salire. Arriva Annibale, scavalchiamo e si va.

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E' vero che la strada da qui peggiora un po'. Ma non e' tanto il fondo, e' la pendenza! E' arrivato infatti il fatidico tratto di 4 km al 13% medio (quello con gli "atroci" picchi al 18%). Una fatica bestiale. Ad un certo punto lungo una sorta di rettifilo verticale ho davvero pensato che non ce l'avrei fatta. Mi sono dovuto alzare sui pedali per salire a 7 km/h facendo uno sforzo ciclopico e slittando sul ghiaino. Procedere seduti e' impossibile : se tiri il manubrio rischi di impennarti. Qui anche fermarsi e' impossibile. A parte che l'orgoglio me lo impedisce, ma poi come faccio a ripartire? Questo mi spinge a poco a poco verso l'alto. In effetti il vantaggio di pedalare su queste pendenze improbabili e' che la quota sale in fretta. Dopo aver schivato un paio di "vacche grimpeur" con tanto di campanacci, d'improvviso il bosco lascia il posto a prati e ad un paesaggio alpino.

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Parapendii in decollo con lago di Pusiano sullo sfondo : siamo a circa 900m

I panorami da qui sarebbero bellissimi se l'aria non fosse cosi' lattiginosa. Ma non c'e' molto tempo per distrarsi, il pezzo duro e' dietro le spalle ma restano comunque altri 2-300 m da salire all'8-10%. E con le gambe ormai completamente lignificate l'impresa e' durissima. Ma a poco a poco , una pedalata dopo l'altra , si arriva ad un punto in cui la strada spiana e corre in costa. Laggiu' il rifugio. Ma e' dietro una sella e...c'e' ancora da salire un'ultima rognosa rampetta che e' davvero pestifera se la affronti quando ormai pensavi di essere arrivato. Finalmente una breve discesa e si arriva al rifugio. Siamo a 1080 m a picco sui laghi di Pusiano e di Annone. Intorno a noi prati scoscesi e , piu' in basso, boschi di castagni.

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Dal Rifugio al Cornizzolo

C'e' tempo per rifiatare , riempire la borraccia e ammirare, per quel che si puo', il panorama. Poi inizia la discesa. E e' davvero faticosa. Non si puo' mollare mai il freno perche' rallentare sul ghiaino e' impossibile e con queste pendenze la velocita' si alza subito. Per di piu' ci sono un sacco di noiossissime canaline di scolo trasversali che massaggiano con affetto i forcellini delle nostre specialissime. E' vero che la salita vista dal lato discesa sembra piu' dura : questa qui sembra davvero impossibile.

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Annibale medita sulle difficolta' della discesa

Tornati a Eupilio Annibale si avvia verso castello Brianza per la scalata al Colle Brianza e poi al Lissolo per.." dare senso alla giornata" dice lui. Per me la giornata e' gia' sensatissima, cosi' non appena sbuchiamo alla fine della salita di Ello prendo la palla al balzo e punto il muso verso Casatenovo e la vecchia cara Patermobile. In fondo essere il proprietario dell'auto ha i suoi vantaggi.....

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Annibale incassa di malavoglia la mia pigrizia : per un randonneur come lui 70 km sono appena appena un antipastino.Ma poi vedo che i 34-35 gradi nei quali pedaliamo salendo verso Monticello stanno sfiancando un po' anche lui (almeno spero, cosi' non si delude troppo.....).

Alla fine siamo di nuovo alla macchina con 75 km e poco meno di 1400 m scalati. ma che metri e che scalata! Il pestifero e' stato domato.

1 commento:

a osti ha detto...

il randonneur era ben felice di puntare alla patermobile, lasciano lissolo e colle brianza ed una eventuale futura tersa giornata autunnale...
che scoperta questo cornutissimo cornizzolo