domenica 27 novembre 2011

weekend nebbioso



UN WEEKEND NEBBIOSO
Cominciamo da sabato. Appuntamento per una corsa mattutina partendo dalla Canottieri. Presente il nucleo scelto della truppa : Renato lo smilzo veloce , Pino aspirante gibernauta, Al Harmand Karktr forte corridore degli altipiani e, ovviamente, il gibernauta.
Fa freschino (circa 2-3 gradi) e dal Naviglio sale un vapore gelido. Cosi' i primi passi sono abbastanza spediti, tanto per togliersi il freddo di dosso. Il programma prevede un'oretta e un quarto di corsa a ritmo relativamente tranquillo : 5'10", 5'15". Pino, aspirante gibernauta, esibisce con orgoglio una bella maglia tecnica della Maratona di Firenze dotata di stipagiberne. Un articolo che il gibernauta scruta interessato, dato che limita lo sgradevole fenomeno della vibrazione giberne durante la corsa, uno sgradevole effetto collaterale che ogni gibernauta ben conosce. Si corre e si chiacchiera, in mezzo alla nebbia vaporosa . Al Harmand si cela dietro un paio di lenti scure, davvero poco utili in questa luce lattiginosa, e dopo poco avrebbe bisogno dei tergicristalli. Cosi' prova a vedere se aumentando il ritmo l'acquerugiola depositata sulle lenti se ne va.


Wiperglasses : un articolo utile qui indossato da Ibn Mustf El Aziz lontano parente di Al Harmnd

Piano piano Al Harmand lascia il gruppo facendo ciao ciao con la manina. A circa meta' corsa (siamo a 8 km) Renato, lo smilzo veloce, decide che non e' il caso di lasciar solo il battistrada e lo raggiunge a grandi falcate. Tra i due e la coppia di gibernauti si apre in fretta un bel gap di alcune centinaia di metri. Arriviamo cosi' agli ultimi 4 chilometri. E qui il gibernauta original (non Pino aspirante-gibernauta) sente il richiamo del traguardo e si produce in una accelerazione imponente. Il distacco dei primi due  e' importante, sono immersi nella nebbia e nemmeno li si vede, ma a poco a poco il gibernauta si avvicina.


Il resoconto della corsa : notare il prepotente allungo negli ultimi 4 chilometri

Quando manca meno di un KM all'arrivo ecco l'aggancio! Il gibernauta affianca e passa il podista degli altipiani alle prese con le lenti scure e bagnate e si lancia in uno sprint suicida. Purtroppo non ha fatto i conti con lo smilzo veloce che senza pieta' lo brucia proprio sul traguardo. Gli ultimi km del gibernauta parlano chiaro : 4'31", 4'30", 4'23", 4,0"!
Chiaro che in una classifica calibrata per tener conto del differente quantitativo di massa gibernica il nostro gibernauta si sarebbe aggiudicato la vittoria. Una classifica  "lipocompensata" ecco il futuro del podismo.

Il giro di domenica

Il giorno dopo e'  previsto un giro in bici. Il menu comprende avvicinamento a Monza e qualche sgambata tra i colli brianzoli. Purtroppo chi doveva fare da guida non si presenta e il gibernatuta viene quindi trascinato da Giorgio "MaiDomo" e Stefano "IronMan" in una pedalatina nella nebbia. Fa un freddo cane e dopo pochi km la nebbia si infittisce davvero. Poco prima di Gaggiano prendiamo a destra verso Corbetta sotto l'esperta guida di Giorgio che ben conosce questi lidi.


E qui ancora ci si vedeva abbastanza bene.....
La visibilita' e' davvero scarsa e ad ogni incrocio e' meglio fermarsi. Ad uno di questi emerge dalla nebbia una gentile signorina che, immaginiamo, non sia ferma li' con mini e stivaloni perche' sta aspettando il tram. Aspettando di poter attraversare, si fanno quattro chiacchiere giusto per capire che : la domenica mattina non e' di gran mercato nella sua professione, fa freddo e c'e' nebbia e quindi la gente non ti vede, pero' in mezzo al campo li' davanti ci sono 50 aironi ed e' "davvero splendido". Lasciamo li' la poveretta che era davvero simpatica e gentile : lei inforca gli occhialoni da fatalona e ci saluta.
Intorno a noi la nebbia non accenna a scomparire.

Lo snodo sella del telaio : non pioveva mica, questa e' nebbia condensata.
 Non si puo' dire che ci godiamo il paesaggio dato che non si vede davvero un tubo. Dopo una breve sosta per risolvere un principio di congelamento alle mani dell'IronMan Stefano, ci dirigiamo verso il Naviglio. A Boffalora lo si attrraversa e ci si inoltra verso sud ovest nella vera Moroniland : una zona che Giorgio conosce come le sue tasche. C'e' anche modo di attraversare le mitiche vallette : un saliscendi di qualche metro di dislivello che pero' basta per finire definitivamente il gibernauta. Proprio sull'ultimo strappetto, infatti, il nostro eroe si scopre a pensare con desiderio non alla signorina di pochi km prima, ma a succulenti panini col salame.

Il sogno del gibernauta
E' il classico sintomo della crisi da fame. Che infatti puntalmente arriva : a poco servono un paio di merendine e una barretta gentilmente offerta da Giorgio. Ormai il gibernauta e' in drammatica riserva.


Merito della corsa del giorno prima e di una intelligente strategia alimentare : niente colazione prima di salire in sella.  Gli ultimi km sono davvero faticosi e grazie al cielo IronMan Stefano con la sua mole costituisce un ottimo surrogato del "pedalare dietro motore".
Alla fine sono circa un'80na di KM a ritmo tranquillo per gli altri, esagerato per il gibernauta.
Torniamo a Milano mentre la nebbia si alza e lascia spazio ad un sole tiepido. Proprio quando abbiamo finito : eh,...sono soddisfazioni....


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