domenica 2 maggio 2010

Varzi = Penice x 2+Brallo

Partendo da Milano alla ricerca di Salite pedalabili si sono due alternative : Sud o Nord. La settimana scorsa abbiamo puntato a Nord (Est) e quindi questo sabato tocca al Sud. Prua verso Varzi, quindi, per ritentare la doppia scalata al Penice.
Partiamo in 4 : Giorgio, Antonio, Gabriella ed io, con l'obbiettivo di essere in sella alle 930.


Gabriella in discesa verso il Brallo

Ed e' cosi'. Il menu' di giornata prevede la salita al Penice da Varzi, discesa verso Pietragavina e altra scalata al Penice dalla ValTidone. Il clima e' ottimale. Ci sono molte nuvole ma ogni tanto il sole fa capolino e la temperatura e' perfetta. Da Varzi la strada si inerpica subito sui tornanti del Penice. E' una salita molto bella : pendenze gradevoli (quanto lo puo' essere una salita). gran verde intorno, fondo stradale perfetto.

Prati fioriti vero Pietragavina

Prendo un buon ritmo e riesco a salire con ragionevole disinvoltura anche tenendo il 34x23 : robetta per un ciclista serio, ma per me e' un buon risultato. Soprattutto perche' riesco a spingere bene rapporti piu' lunghi nei tratti pianeggianti.
Il Passo arriva in fretta, e gli ultimi km in falsopiano nel bosco devo dire che me li godo proprio : e' una di quelle giornate in cui sembra (ho detto "SEMBRA") di pedalare senza fare fatica.
A dire il vero so per esperienza che quando mi succede questo poi arriva il momento in cui si presenta Zeus ciclistico a presentarmi il conto. Quindi me la godo, si', ma preoccupato.

Momento di breve stop subito dopo lo strappo di Collegio

Dopo una rapida annusata alle formaggelle in offerta al Passo Penice ci spariamo in discesa verso Collegio. La salitina da Collegio me la ricordavo. E se mi ricordo qualcosa e' perche' e' rognosetta. Infatti : dopo una decina di km di bella discesona di colpo sulla destra si stacca una stradina che si inerpica di colpo al 13%. Pronti, via : si punta verso Pietragavina. E' davvero faticosa perche' le gambe si erano appena abituate al piacere della discesa e vanno, invece, prontamente richiamate all'ordine.


Poco prima del bivio

Si tratta di uno strappo di poco piu' di un km e mezzo : molto duro, si sale su pendenze superiori al 10% con un fondo sbrecciato che impedisce il fuorisella. Pero' sbucare nella vallata di Pietragavina e' impagabile. Da qui e' una discesa piacevole fino al bivio della val Tidone. E qui ricomincia la seconda salita seria della giornata. Torniamo verso il Penice, ma stavolta dal lato opposto. Anche in questo caso prendo un buon ritmo e le pendenze tutto sommato accettabili mi consentono di tenere un rapporto ragionevole.


Giorgio Gabriella e Antonio

Cosi' me la sto pedalando tutto contento di me stesso, e tra me e me mi dico :"oggi vado proprio bene, sono davvero leggero e sciolto..". Sento chiacchierare alle mie spalle. Non faccio in tempo a chiedermi chi e' che mi passa in tromba un trio di giovanotti che spingono senza sforzo un rapporto doppio rispetto al mio.

Io, Gabriella e Antonio al passo Penice

Ora, non ho mai pensato di essere Coppi, o Andy Schleck, ma una roba del genere e' una bella botta al mio amor proprio. Cerco di tenere il terzetto ma non c'e' niente da fare. Mi lasciano li' con la lingua penzoloni e con la sicurezza che il "loro" ciclismo e' un altro sport. Io pedalo, loro semplicemente "vanno".
Piu' tardi, salendo verso il Penice dal lato di Bobbio (dopo il bivio di Casamatti) Gabriella mi ha fatto notare che almeno uno (io sostengo almeno due) dei componenti del terzetto avevano l'eta' dei nostri figli. Magra consolazione.
Comunque il passo e' conquistato per la seconda volta, ora dal versante della Val Trebbia. Puntiamo nuovamente verso Varzi ma pochi km dopo il passo prendiamo a sinistra e attacchiamo il mangiaebevi in costa che ci porta al passo del Brallo. Pedaliamo su una strada che si snoda in mezzo a calanchi e colli verdi e selvaggi. In fondo si vede la val Trebbia e davanti a noi il costone del Brallo verso le Capanne di Cosola.
Dopo il Brallo e' una unica lunga picchiata verso Varzi. Torniamo alla macchina dopo 95 km e 2mila metri di dislivello.
In piazza c'e' il mercato di Varzi. Ma non bastano qualche cavallo, vacca, o capra per impedirci l'accesso ad uno dei bar della piazza : il mitico panino al salame di Varzi ce lo siamo meritati anche oggi.

Le foto sono QUI e QUI c'e' il file Googleearth.

2 commenti:

Marco Mario ha detto...

Caro Franco, è da circa un mese che aspetto che Gaia nasca. Aspetta oggi, aspetta domani, la preparazione primaverile in biga è sfumata (ho quindi rinunciato a due fantastici pettorali in prima griglia alla GF Dolomiti)! Grazie però per i piacevoli racconti dei vostri giri che spesso inoltro al mio vecchio babbo per spronarlo a non mollare mai. PS: martedì 4 maggio se non esce con le buone, la stanano. Mi sà che non sarà una ciclista, ma di sicuro la cocca di papà! Buona settimana, Marco Loca.

Lucia ha detto...

anche questa volta mi sembrava di esserci! Il tutto comodamente sprofondata in poltrona, minimo sforzo massimo risultato ;-)